Negli articoli precedenti ho spiegato cos’è la fiducia e che effetti ha sulle performance di uno sportivo, ma come si può sviluppare, soprattutto quando è bassa?
Non esiste in realtà, una modalità unica per tutti. Perry (2015) fa notare che un buon metodo può essere lavorare su come interpretiamo successi e sconfitte. Come sottolinea anche Weiner (1985), vedere ottime prestazioni come dovute a se stessi, stabili nel tempo e controllabili (es. “ho vinto perché sto lavorando bene”) e pessime performance a ragioni esterne, non durature e incontrollabili (es. “ho perso perché il vento era ingestibile”) può aiutare. Purtroppo, però, non basta.
Consigli
Beaumont e colleghi (2015) hanno presentato diversi punti utili da seguire per creare una forte fiducia sportiva.
- Sviluppare consapevolezza su cos’è effettivamente la fiducia.
- Riflettere sulle performance passate con l’aiuto di strumenti idonei (es. video), cercando di interpretare nel modo giusto ciò che è successo.
- Prepararsi ricreando condizioni di gara in allenamento.
- Definire una strategia, adatta alle proprie caratteristiche, per affrontare le situazioni.
- Potenziare ed usare le abilità psicologiche (es. gestione delle emozioni).
- Migliorare ulteriormente i punti di forza.
Per mantenere la fiducia acquisita, invece, sarebbe opportuno che l’atleta riuscisse a mettere in atto altre quattro azioni.
- Persistere nel proprio processo di sviluppo.
- Sentirsi coinvolto in quello che fa.
- Avere stili di attribuzione funzionali.
- Rinforzare ciò che crede sia positivo di se stesso.
Il mio lavoro come psicologo è importante soprattutto per sviluppare certe abilità psicologiche e per modellare, o rinforzare, l’attribuzione delle cause di un successo o di una sconfitta. È evidente, però, che serve l’aiuto di altri coinvolti nell’ambiente (atleti, allenatori, preparatori, dirigenti, etc.), perché l’effetto sia soddisfacente e duraturo.
Bibliografia
Beaumont, C.; Maynard, I. W.; Butt, J. (2015). Effective ways to develop and mantain robust sport- confidence: strategies and advocated by sport psychology consultants. Journal of Applied Sport Psychology, vol 27, pp. 301-318.
Weiner, B. (1985). An attribuitional theory of achievement motivation and emotion. Psychological Review, 92. pp.548-573.
Perry, J. (2015). Sport psychology: a complete introduction. Hodder & Stoughton, Great Britain.
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